Un incontro da brivido

     

 

Era la fine dell’estate 2012, tra la fine di agosto e i primi di settembre, mi trovavo a Nerito di Crognaleto, un piccolo paesino a pochi chilometri dal Gran Sasso, a trascorrere gli ultimi giorni di vacanza, un giorno decisi di fare una piccola escursione tra i boschi nei dintorni del paese col mio piccolo Lorenzo Cesare che aveva 14 mesi all’epoca dei fatti, volevo portarlo a vedere un po' di natura incontaminata e respirare un po' d’aria selvaggia, così lo caricai sullo zaino da escursione che è in pratica un seggiolino dotato di bretelle per portarlo in spalla, mi armai dei miei bastoni da tracking e mi incamminai per un sentiero che sapevo portasse a Fonte Vecchia, una radura isolata situata lungo il fianco scosceso della montagna nella quale si trova una sorgente che sgorga da un enorme masso, questo enorme macigno fu anticamente modellato a formare delle vasche di pietra usate in passato per abbeverare i cavalli. Dopo una ventina di minuti a passo tranquillo giunsi finalmente alla fonte, nel frattempo facevo notare al mio “cucciolo” tutto ciò che ci circondava cercando di insegnagli il loro nome come ad esempio i fiori gli alberi il canto degli uccelli ecc. dopo un po’ di sosta alla fonte cominciai ad incamminarmi verso il paese distante ormai alcune centinaia di metri e durante il tragitto intravidi alla mia sinistra in alto lungo la scarpata una radura non molto distante, bisognava inerpicarsi in mezzo al bosco solo un paio di centinaia di metri e volendo prolungare un po’ la gita decisi di avventurarmi lassù giusto per curiosare un po’. Dopo essermi arrampicato arrancando lungo il pendio scosceso, facendomi strada tra la vegetazione, arrivai finalmente in cima e una volta lì un po’ di poesia svanì, scoprii che quello spazio tra gli alberi che vedevo non era affatto una radura selvaggia ma si trattava di una semplice strada  sterrata che dal paese si intrufolava nei valloni boscosi della montagna, ormai non aveva più senso tornare giù sul pittoresco sentiero della Fonte Vecchia, ero ormai abbastanza vicino al paese, in lontananza arrivava il latrare di qualche cane legato a far la guardia. Quella strada però era invitante aggirava il costone della montagna voltando verso destra addentrandosi nel vallone scoprendo così la vista della cime degli alberi sul lato opposto del vallone stesso, pensai che in futuro magari si sarebbe potuto andare a fare una bella passeggiata in compagnia lungo quella comoda strada, decisi allora di addentrarmi per qualche altra decina di metri per dare un occhiata a scoprire il paesaggio che si celava dopo la curva, mi incamminai, i miei sensi erano spalancati al massimo così come mi capita quando mi avventuro in posti nuovi, dopo qualche decina di metri all’improvviso avverto in lontananza dei fruscii, mi blocco immediatamente, capisco che si trattava di qualcosa che si muoveva velocemente nel bosco, mi affaccio al ciglio della strada, un immenso tappeto di felci e licheni alto almeno un metro si estendeva per tutto il sottobosco, all’improvviso vidi aprirsi velocissimo un solco tra le felci e andava allungandosi perfettamente nella nostra direzione sembrava la scena dei Velociraptor in Giurassic Park, la prima cosa che pensai fu che probabilmente più avanti ci fosse una fattoria e che i cani avendoci sentito magari venivano ad abbaiare per difendere il territorio ma all’improvviso questi animali, forse per evitare qualche ostacolo, cominciarono a tratti a saltare durante la corsa sbucando così sopra la vegetazione, un brivido mi corse lungo la schiena, “caaazzo i Lupi” esclamai dentro di me, si avvicinavano velocissimi erano almeno due, puntavano dritti verso di me e mio figlio, non potevano che avercela con noi, feci qualche passo indietro dando le spalle alla parete di terra, era inutile cercare di scappare mi avrebbero raggiunto in un lampo, mi preparai a difendermi con i bastoni protesi in avanti, sentivo il rumore della vegetazione solcata dai lupi crescere inesorabilmente di intensità, si stavano avvicinando come fulmini, furono dei momenti lunghissimi, avevo il cuore a mille ma rimasi freddo, prima di quanto pensassi  come missili uscirono fuori dalla vegetazione, ci trovammo improvvisamente di fronte, io urlai alzando le braccia e i bastoni cercando di mostrarmi più grande di quanto non fossi così come si fa con i cani, quelli fulminei mi abbaiarono contro e con uno scatto si rituffarono nel sottobosco, rimasi ancora in posizione di difesa immaginando che avrebbero cercato di aggirarmi e prendermi magari alle spalle ma per alcuni lunghi attimi non spuntarono, non si sentiva più nulla, con cautela mi riavvicinai al ciglio della strada, non  si vedevano più, mi incamminai a passo veloce verso il paese girandomi in continuazione in tutte le direzioni a controllare che non mi attaccassero all’improvviso, quelle poche centinaia di metri che mi dividevano dal paese sembravano chilometri, cammina e cammina sembrava non si arrivasse mai, dopo alcuni minuti interminabili finalmente arrivai alla periferia del  paese, nella sicurezza dei vicoli delle case fatte di pietra, il mio piccolo era seduto pacioso, si era goduto lo spettacolo bello tranquillo e sereno in prima fila senza essersi scomposto per niente ignaro del pericolo scampato,  in piazza incontrai alcuni parenti che chiacchieravano e chiesi a uno di loro, Francesco, che va spesso in mezzo ai boschi anche per lavoro, se fosse possibile che quelli che avevo visto fossero effettivamente dei lupi, non riuscivo a credere che si spingessero così vicino ai centri abitati, ma lui mi confermò che spesso si vedono di sera alla periferia del paese e che solitamente vanno a bere giù al fiume ma che non fanno mai del male a nessuno, che non attaccano l’uomo, gli risposi ironico “si, lo sapevo anch’io ma quando te li vedi venire di corsa dritti contro di te, penso che qualche dubbio ti viene…” comunque rielaborando a mente fredda le immagini credo che si trattasse di una coppia di lupi che si rincorrevano giocando e per puro caso erano diretti proprio verso di noi ed evidentemente eravamo sottovento e non ci avevano fiutato, sicuramente erano rimasti più sorpresi loro di vederci di noi ed è per questo che hanno reagito abbaiando. Comunque quando ripenso a questa esperienza penso alla bellezza e alla fierezza di questi magnifici esseri liberi , certo avrei preferito che l’incontro fosse stato meno traumatico ma in fondo è andata bene, fifa a parte.

 

Vincenzo Miranda

 

 

 
   
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